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Uomo o automa?

AutHomo è una combinazione tra le parole uomo e automa. Vuole indicare l’ampio spazio aperto di una riflessione che cerca di far emergere le questioni riguardo al rapporto Uomo e Intelligenza Artificiale.

“I fenomeni prodotti dalla 4 rivoluzione, la loro interconnessione e complessità, i loro effetti sulla persona, sono ormai divenute forze ambientali, antropologiche, sociali e interpretative che interferiscono con la nostra realtà fisica e intellettuale e cambiano il nostro modo di relazionarci con gli altri e con noi stessi” (L. Floridi). Quali conseguenze può generare questo sviluppo?

Con “AutHomo. Uomini e automi per un progetto umano e sociale” UrbanaMente cerca di fare luce su questa radicale trasformazione.

Il ciclo AutHomo ci ha mostrato quanto sia pervasiva la presenza della tecnologia nella nostra quotidianità e quale altissimo grado di complessità porta la rivoluzione digitale in atto. Una complessità che si declina anche nell’ambito del diritto, elemento onnipresente nella realtà della società umana.

L’incontro con le due relatrici si sviluppa proprio sul terreno giuridico con l’obiettivo di problematizzare e discutere due temi, attuali e delicati, che legano la tecnologia al discorso di genere, alla pari considerazione e tutela della donna.

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Francesca Pesce, trainee lawyer, laurea in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano, specializzazione in Law, Culture and Sustainable Development, vincitrice del premio di tesi Valeria Solesin e research fellow presso PermessoNegato ASP, conduce la sua analisi alla scoperta della relazione tra disparità di genere e IA e ad individuare gli strumenti giuridici introdotti per sradicare il persistente bias che porta a una subdola e sostanziale situazione di disuguaglianza.
Sintomo della persistenza di una mentalità aberrata, la disparità ha influenza non solo sulle nostre vite ma anche sullo sviluppo di un paese, con un impatto negativo su reddito generale, educazione e salute.

Elisabetta Stringhi, trainee lawyer, laurea cum laude in Giurisprudenza-Informatica giuridica all’Università degli Studi di Milano, research student presso l’Institute of Information Law di Amsterdam e tra i migliori relatori under 30 del Legal Tech Forum 2020, analizza il reato di “revenge porn”(condivisione pubblica di immagini o video intimi tramite Internet, senza il consenso dei protagonisti degli stessi) che periodicamente alimenta la cronaca giornalistica e ne illustra i profili sociologi, informatici e legali mettendo in luce la gravità e l’ampiezza del fenomeno. 
Il quadro che ne deriva suggerisce l’adozione di serie misure per le piattaforme online in un atto normativo vincolante, al fine di potenziare le regole in materia di accessibilità, trasparenza e responsabilizzazione, le procedure di rimozione e la cooperazione effettiva con le autorità giudiziarie nazionali.

 

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