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Uomo o automa?

AutHomo è una combinazione tra le parole uomo e automa. Vuole indicare l’ampio spazio aperto di una riflessione che cerca di far emergere le questioni riguardo al rapporto Uomo e Intelligenza Artificiale.

“I fenomeni prodotti dalla 4 rivoluzione, la loro interconnessione e complessità, i loro effetti sulla persona, sono ormai divenute forze ambientali, antropologiche, sociali e interpretative che interferiscono con la nostra realtà fisica e intellettuale e cambiano il nostro modo di relazionarci con gli altri e con noi stessi” (L. Floridi). Quali conseguenze può generare questo sviluppo?

Con “AutHomo. Uomini e automi per un progetto umano e sociale” UrbanaMente cerca di fare luce su questa radicale trasformazione.

È in corso una rivoluzione tecnologica e culturale che va oltre la nostra comprensione.

L’AI, l’Internet delle cose, la realtà aumentata, i compagni artificiali, i droni, le auto che si guidano da sole, i dispositivi informatici indossabili, la stampante 3D, i social media, le nanotecnologie, i tablet e i touch screen, il cloud computing, la domotica, il Web 2.0 e il Web semantico, il furto di identità, le app e il GPS: come ci orientiamo in questa complessità?
Quali effetti stanno producendo sul nostro senso del sé le tecnologie digitali e come influenzano il modo di relazionarci con noi stessi e con l’altro?
Come cambiano la nostra interpretazione del mondo? 
Tutto questo ha un impatto anche sull’ambiente. La tecnologia può davvero aiutare l’ambiente? Quale progetto per un futuro che non escluda l’umano?

Luciano Floridi, filosofo italiano e professore a Oxford, una delle prime voci autorevoli nel panorama internazionale a introdurre la necessità di un’etica della rete, ci accompagna nell’esplorazione di queste domande.

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Luciano Floridi  (https://www.oii.ox.ac.uk/people/luciano-floridi/) è professore ordinario di Filosofia ed Etica dell’informazione all’Università di Oxford, dove dirige il Digital Ethics Lab. È membro dell’Alan Turing Institute (l’istituto nazionale per la scienza dei dati) e presidente del suo Data Ethics Group, professore a contratto del Dipartimento di Economia, American University, Washington DC.

La sua ricerca riguarda principalmente l’etica dell’informazione e del computer, la filosofia dell’informazione e la filosofia della tecnologia. Notevole è il suo impegno nelle iniziative politiche emergenti sul valore socio-etico e sulle implicazioni delle tecnologie digitali e delle loro applicazioni.

 Il suo intervento per UrbanaMente richiama queste recenti pubblicazioni:

 

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