Evento 17 Aprile 2026 SAFFA

SAFFA. Lo sguardo delle nuove generazioni tra storia e futuro.

L’ex area SAFFA — acronimo di Società Anonima Fabbriche Fiammiferi ed Affini — rappresenta uno dei capitoli più significativi della storia industriale locale e nazionale. Nata nel 1932 dalla fusione delle fabbriche italiane dell’industria fiammiferaia, con a capo la De Medici di Magenta, negli anni di massimo splendore l’azienda arrivò a produrre circa 45 miliardi di fiammiferi all’anno, esportando in ventitré nazioni e impiegando migliaia di lavoratori. Nel lungo periodo di attività la società creò numerosi brevetti e tipologie di prodotti. Attorno alla fabbrica di Ponte Nuovo di Magenta sorse un autentico villaggio operaio progettato – tra le altre figure – dall’architetto Giovanni Muzio. Scuole, una mensa, un cinemateatro e due luoghi di culto compongono un patrimonio di urbanistica sociale e archeologia industriale. Con la chiusura definitiva dello stabilimento nel 2002 si è aperta una stagione di abbandono, ma anche di crescente attenzione da parte della comunità e delle nuove generazioni alle potenzialità di questo luogo unico.

In questo contesto si inserisce la serata del 17 aprile, che intende offrire uno sguardo critico e propositivo sull’eredità della SAFFA attraverso la presentazione di due ricerche universitarie:

Riccardo PirovanoTra Circular Economy e Autarchia: il caso SAFFA. Un’analisi del modello produttivo e della visione di economia circolare ante litteram che caratterizzò la SAFFA, tra autosufficienza nelle materie prime e riuso dei materiali di scarto per la produzione di mobili firmati da Gio Ponti.

Salvatore Calabrò e Andrea CurtiUna ricerca sull’ex area SAFFA di Ponte Nuovo, tra memoria industriale e nuove possibilità. Presentazione di un modello in 3D sul futuro dell’area, che esplora scenari di rigenerazione urbana capaci di custodire la memoria collettiva e aprire a nuovi servizi per la comunità.

La serata si propone come momento di analisi e dialogo aperto tra generazioni, studiosi, professionisti e cittadini, nella convinzione che comprendere il passato industriale del proprio territorio sia condizione necessaria per immaginarne il futuro con consapevolezza e responsabilità.

L’ingresso è libero. Per informazioni o per confermare la Sua partecipazione è possibile scrivere all’indirizzo e-mail info@urbanamente.org o chiamare il n. 3482101298.