Urbanamente giovani

Questo spazio è un progetto dedicato ai giovani avviato con la testata giornalistica web “Ticino Notizie” in continuità con la sempre più stretta collaborazione fra l’Associazione e le scuole del Magentino. La partecipazione attiva degli studenti alle conferenze ha stimolato sia il dibattito in classe, che viene riportato nell’analisi critica delle conferenze, sia la produzione di riflessioni personali da cui emergono considerazioni sulla realtà personale dei giovani, sulle dinamiche sociali, sulla scuola, sulla famiglia, sui loro interessi.

Gli articoli sono pubblicati, con cadenza periodica,

nella rubrica URBANAMENTE GIOVANI su Ticino Notizie

Mara Marini

Cosa vuol dire rinunciare?

La tradizione cristiana vuole che si invitino i fedeli a compiere delle rinunce, piccole o grandi in base alle possibilità di ognuno. Quando ne parliamo con i bambini le domande più frequenti sono: “Cosa vuol dire rinunciare?” e “A cosa posso rinunciare?”

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Francesca Saliceti

E tu, per cosa sei nato?

La risposta potrebbe bussare alla nostra mente, come il destino bussa alla porta nel famoso motivo iniziale della quinta sinfonia di Beethoven.

Ma a volte “la risposta” si nasconde nella paura di scoprire realmente chi siamo, si confonde tra interessi fasulli e ci illude semplicemente di esserci adagiati in qualche strano posto remoto del nostro inconscio, senza trovare via d’uscita.

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Camilla Bresciani

Il tradimento dall’antichità al tempo del coronavirus

Siamo entrati in questi giorni nella cosiddetta fase 2 e ci chiediamo come ripartire, non solo sul piano economico e produttivo, ma anche nell’ambito delle relazioni umane e interpersonali e dunque diventa importante tornare a riflettere su dimensioni quali gli affetti , l’amore , l’amicizia, la fedeltà , il tradimento…

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Melissa Morone

La biblioteca dei classici

In una società sempre più incentrata sul progresso scientifico, sull’informazione immediata e pratica e su una logica consumistica e utilitaristica ha ancora importanza creare una “biblioteca di classici” e parlarne in relazione alla cultura letteraria? Secondo me sì, ma forse sono solo di parte poiché frequento il liceo classico.

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Laura Garavaglia  

Lettera al principe Myskin

Caro Lev Nikolàevič,

In questi giorni il tempo è molle, ma le sfumature che infiammano l’aria sono di pietra. Perché le lacrime scendono e sono intatte e dure ma la natura scintillante le guarda  come se volesse farne tempesta. Non è forse questo tormento?

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Giulia Scavuzzo

                                  “Mortifera pestilenza” ed “eroi comuni”

Il Decameron si configura come una delle fonti storiche principali per la descrizione della mortifera pestilenza del Trecento; Boccaccio, infatti, riesce con grande plasticità a rendere la drammaticità dei fatti, la loro enormità, il trauma psicologico che causò nelle coscienze dei contemporanei.

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Vanessa Kirchev

Lo sguardo dei bambini e il tempo lento degli adulti

Gli esseri umani vivono un tempo ordinario, nel quale sono scandite le nostre azioni abituali della giornata, della settimana, del mese e persino dell’anno. E così come noi, anche i bambini vivono il loro tempo ordinario fatto di azioni che si susseguono cronologicamente: svegliarsi, fare colazione, andare a scuola, andare in piscina. In questo momento loro avvertono un sentimento particolare: la perdita del tempo ordinario.

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Michele Ranzini

Il cavallo dell’Apocalisse e la fine della globalizzazione

Anche questa volta l’infernale cavallo verde dell’apocalisse ci ha sfiorato facendo tremare il mondo che ci siamo costruiti negli ultimi 30 anni. Il mondo che ci siamo bruscamente lasciati alle spalle è ormai al tramonto e non tornerà più.

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Giulia Accardo

Lettera a noi stessi

“Da settimane vediamo ormai sui social, sui balconi delle case, sui post-it sparsi per le nostre città messaggi quali “Andrà tutto bene”, messaggi di vicinanza, di solidarietà.

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Chiara Carlini

Restare a casa   Restare a casa. La frase che più ci sentiamo dire in queste settimane. Restare a casa per proteggere noi stessi ma soprattutto gli altri, limitare la nostra libertà per salvare persone che non conosciamo.

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Simona Fusè

Poesia in quarantena

Una parola all’inizio sottovalutata, prepotente, indesiderata, nella vita di ciascuno è entrata. Coronavirus, COVID 19, una malattia, una tempesta, che vuole cancellare ogni dì di festa. Volteggia nell’aria, si diffonde, infetta chiunque e il mondo si confonde.

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Francesca Saliceti

COLTIVIAMO IN QUESTO TEMPO VUOTO LE PASSIONI ‘INUTILI’

Ci troviamo in un periodo di buio estremo, in cui emozioni, pensieri e sensazioni ormai abbandonate nel più dimenticato dei cassetti del nostro io, riaffiorano, senza chiederci il permesso, iniziando ad abitare le nostre giornate con una certa prepotenza.

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Melissa Morone

Giovedì 30 gennaio le classi quarte e quinte del Liceo Classico Salvatore Quasimodo hanno assistito al teatro Strehler allo spettacolo “Un nemico del popolo”, con la regia di Massimo Popolizio.

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Stefania Aldieri

L’emergenza coronavirus. Un’occasione irripetibile perchè la scuola aiuti i giovani a governare preziose fragilità.

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Simone Bollini

Tra chi allerta la sua pericolosità e chi la paragona soltanto a una comune influenza, il coronavirus si sta diffondendo sempre più nel nostro paese e nel mondo. A distanza di 500 anni dalla peste nera che portò danni ingenti in tutti i settori (da quello demografico a quello economico, passando per il lato sociologico) sembra essere arrivato un nuovo nemico.

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Camilla Scuri

Dostoevskij ci riguarda

La vicenda del corona virus non si risolve, occupa le prime pagine dei giornali e copre le aperture dei social, segno che il grado del rischio di contagio è ancora elevato.  Gli eventi di questi giorni, osservati da un lato come calamità globale, dall’altro come astensione forzata che obbliga a restare in casa, mettono a nudo la fragilità umana e la sua illusoria capacità di controllare l’imprevedibile.

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Federica Lainati

La chiusura forzata degli spazi dedicati alla cultura interrompe questa settimana le conferenze del programma UrbanaMente 2020. La sospensione del dibattito non arresta però la riflessione: l’onda lunga del pensiero, quando sollecitato e vivo, viene fuori da sé, trova da sé i suoi tempi, i metodi e le modalità per venire alla luce, può rimanere a lungo immersa o riemergere inaspettatamente carica di senso. Forse è proprio il silenzio che invita la parola a rivelarsi.

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Marta Battistolo

Un valore assoluto?

UrbanaMente Cultura 2020. “Delir-Io: c’è della ragione in questa follia”. Nell’auditorium dell’Istituto Bachelet di Abbiategrasso, martedì 18 febbraio 2020, Luigi Vero Tarca, professore onorario di filosofia teoretica all’università Ca’ Foscari di Venezia, ha tenuto una lezione dedicata ad un lato inquietante dell’essere umano del nostro tempo: l’Io viene oggi diffusamente assunto come valore assoluto e ciascuno si sente autorizzato ad esprimere la propria opinione come fosse verità.

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Emily Mereghetti – Diamantina Mustafai

Nell’auditorium dell’Istituto Bachelet di Abbiategrasso martedì 11 febbraio si è tenuto il quinto incontro della rassegna UrbanaMente Cultura 2020. Alberto Oliva, registra teatrale che ha fondato la compagnia “I demoni”, ha affrontato il tema “Io e il suo doppio. Il lato oscuro in Fëdor Dostoevskij”.

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Melissa Morone

Nell’auditorium del Liceo Scientifico Bramante martedì 4 febbraio Giuseppe Langella, professore di letteratura italiana contemporanea all’Università Cattolica di Milano, ha introdotto questo tema: la città è collisione o condivisione? Richiamando i capolavori letterari di Vittorini e Calvino, Giuseppe Langella ha accompagnato la riflessione finora centrata sull’IO dentro la dimensione relazionale della polis e ha posto la domanda radicale: quali sono le ragioni fondanti di una città?

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Noa Canini – Federico Novello

OLTRE L’EGOCENTRISMO

Martedì 21 Gennaio nell’aula consiliare di via Fornaroli a Magenta si è svolto il secondo incontro del ciclo di lezioni magistrali “Io. Verso la Polis”, organizzato dall’ associazione Urbanamente. Il relatore della serata è stato Roberto Mancini, professore di Filosofia teoretica all’università di Macerata, studioso di temi legati all’economia umana e alla cultura della sostenibilità.

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Melissa Morone

Riferendosi a Epicuro, cosí scriveva Lucrezio nel De rerum natura: “tu ci fornisci insegnamenti  paterni e dalle tue carte […] noi assimiliamo tutte le auree parole, auree, sempre assolutamente degne di vita perpetua.” Da qui nasce lo spunto per chiedersi se tuttora la filosofia sia uno studio attuale e per provare a capire se effettivamente quelle “auree parole” siano eterne come affermava l’autore latino del I sec. a.C.

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Elisa Carbini

L’Io responsabile

Martedì 21 gennaio si è tenuta la seconda serata del ciclo di incontri “Io. Verso la polis” promosso da UrbanaMente. Relatore è stato Roberto Mancini, professore di Filosofia Teoretica e culture della sostenibilità all’Università di Macerata e Mendrisio, il tema della lezione: “Io: un mondo nel mondo”. Introducendo la filosofia, presente in tutte le culture, quale attitudine radicalmente umana verso la ricerca di un senso, Mancini la descrive come compagna per un cammino orientato alla libertà responsabile che è uscita dall’individualismo, attuazione della propria dignità, nella relazione con gli altri. Il solo unico modo per rispondere all’oggi.

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Elisa Carbini

Presso il Teatro Lirico di Magenta, per il ciclo di conferenze “Io. Verso la polis” dell’associazione Urbanamente, si è inserito l’incontro condotto da Silvano Petrosino, studioso di filosofia contemporanea e docente all’Università Cattolica di Milano. La serata ha visto un’ampia partecipazione di pubblico; in sala anche il Sindaco Chiara Calati, che è intervenuta nel dibattito.

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